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Calcio > Lega Pro I°Divisione

Il Taranto si blinda per la trasferta di Potenza

Taranto 09.03.10 – L’ultimo turno di campionato che ha visto il Taranto impegnato sul proprio terreno nel derby contro il Foggia, ha mostrato ancora una volta in questo torneo, una squadra dai due volti. Forte ed orgogliosa nel primo tempo, capace di esprimere un buon calcio, anche particolarmente incisivo e smarrita quanto spenta allo stesso tempo nella ripresa, senza riuscire neanche in modo minimo a pungere il proprio avversario. Questo non è certo un buon segno, specialmente se lo scialbo pareggio interno contro la truppa di Ugolotti, giunge dopo la brutta prova di Giulianova, dove un manipolo di giovani calciatori di belle speranze, è riuscito nell’impresa d’imbrigliare un insieme di elementi esperti e di considerevole spessore sul piano individuale. Le motivazioni di questa involuzione e di questo decadimento complessivo del Taranto, possono essere di tre tipi, ovvero atletico, tattico e mentale. Atletico è possibile in un certo senso. Se ci soffermiamo sulla gara contro il Foggia, il Taranto dopo aver dato tutto nel primo tempo, si è completamente smarrito nella seconda parte del match, ma sarebbe troppo facile rifugiarsi in una motivazione di questo tipo. Tattico è anche probabile, specialmente se analizziamo minuziosamente il secondo tempo, dove Dellisanti con i cambi effettuati ha completamente snaturato quella che era la squadra scesa in campo all’inizio della partita, sostituendo Cuneaz senza alcuna giustificazione, essendo stato sino a quel momento il migliore in campo, infarcendo a sua volta la squadra di attaccanti, puntando su uno squilibrato 4-2-4, con assieme contemporaneamente Russo, Innocenti, Ferraro e Corona, per poi passare ad un improbabile 4-3-3. Il terzo ed ultimo motivo è di carattere mentale ed è forse il vero problema del mancato rendimento positivo di questo Taranto, vista l’eccessiva ansia di dover vincere per forza e questa è dovuta ad una mancanza di serenità che francamente è molto difficile da comprendere, o forse si se analizziamo tutto il percorso effettuato dal Taranto dall’inizio di questo campionato ai giorni attuali. Alla fine proprio per cercare la giusta tranquillità, la decisione più scontata e naturale è stata quella di rifugiarsi nel silenzio stampa. Il Taranto prima ha ridotto i colloqui con gli addetti ai lavori nella settimana che ha preceduto la gara contro il Foggia ed ora chiude completamente le bocche ai propri tesserati. La decisione viene dagli stessi calciatori rossoblu ionici, ma non è col silenzio che il Taranto potrà risolvere i propri problemi. Se il Taranto non vince è per motivi ben precisi, come i tre cambi di allenatore all’interno di una stessa stagione, come lo stravolgimento e lo smembramento nel mercato di riparazione di quasi un intero organico ed anche probabilmente, per l’assenza di persone specifiche che possano fungere da collante tra squadra e società che conoscano da un punto di vista squisitamente tecnico il mondo del calcio per averlo vissuto pienamente. Per vedere quindi il Taranto vincere, occorre avere pazienza, perché nel calcio i risultati sono figli di una programmazione attenta, di un progetto che in genere nasce nei mesi estivi. Nel Taranto nonostante la presenza di grossi nomi all’interno dell’organico, mancano alcuni elementi capaci di donare la giusta qualità, soprattutto in mezzo al campo, dove non c’è un vero regista. Il centrocampo è uno dei reparti numericamente più folti, ma è formato da calciatori quasi tutti di rottura, per questo, forse, di un elemento come Correa si poteva certamente fare un uso diverso. A questo punto, non è da scongiurare anche la possibilità di cambiare qualcosa sul piano tattico, cercando di mettere da parte come modulo il 4-4-2, puntando sul più equilibrato 4-1-4-1, schema che allo stesso Dellisanti ha già donato in passato diverse soddisfazioni, effettuando anche delle scelte forti. Non è un mistero, che se il Taranto non vince, è anche perché alcuni calciatori non stanno rendendo come nel proprio stesso passato. Il prossimo avversario intanto, sarà il Potenza degli ex Ezio Capuano (che domenica sarà squalificato), Vittorio Galigani, Lele Catania, Beniamino Iraci e Marco Di Fatta, compagine ultima in classifica, che nel prossimo turno non potrà contare su Frezza squalificato, ma sempre rognosa da affrontare e superare. Lo dimostrano i recenti risultati della compagine lucana, come il pari esterno (2-2) contro il Verona capolista e soprattutto, la recente vittoria per 2-0 sul campo del Cosenza, con il calciatore Evangelisti autore di una pregevole doppietta. Nonostante l’ultima posizione, il dato interno del Potenza resta comunque positivo. Sui 25 punti ad oggi incassati, ben 16 sono stati conquistati presso lo stadio “Viviani”, suddivisi in 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, a conferma del perfetto equilibrio interno che regna in casa lucana, con un attacco quantificato in 13 reti ed una difesa perforata in 16 circostanze. Ma se questo Taranto è ancora ambizioso, contro la squadra di Capuano sarà praticamente d’obbligo vincere, altrimenti la partecipazione ai play-off resterà ancora un discorso utopistico.

Redazione Notasport.it

Maurizio Mazzarella

foto Luca Barone

Redazione Notasport.it

 
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