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Calcio > Lega Pro I°Divisione

Foggia: il dictat di Trezzi:"Costretti a vincere"

Foggia, 05.03.2010 - Capelli rasati quasi a zero, freschi di forbici del barbiere. Sguardo attento e parlantina svelta che si districa con abilità e schiettezza attraverso i temi più caldi del momento – Foggia. Avvolto nel suo piumino nero, immaginifica “armatura”verso il mondo esterno, Carlo Trezzi non usa mezze misure per sintetizzare passato, presente e futuro del Foggia: «La partita dello Iacovone è decisiva, da vincere. E’ giunta l’ora dei fatti: bisogna fare subito punti. Il confronto nello spogliatoio di lunedì scorso? E’ giusto che rimanga segreto ma non ci siamo detti molto più di quanto non si dica in giro. Vedremo se porterà benefici».Al centro delle critiche nelle ultime ore era finito il modulo 4-2-3-1, ritenuto dai più troppo sbilanciato visto il super lavoro che sopportano i due mediani e l’isolamento dal resto della squadra denotato dalla punta centrale nelle ultime uscite. “Carlitos” rispedisce al mittente le critiche evidenziando altri tipi di problemi: «non è una questione di modulo, di 4-4-2 o 4-3-3. Dobbiamo solo tirare fuori… “qualcosa” in più rispetto a prima».Parlando fuori dalle righe Trezzi vorrebbe vedere più cattiveria, attributi, voglia di reagire e di rivalsa, anche quando la sorte sembrerebbe avversa. Pensiero condivisibile, reso quasi utopia dalle paure che tengono prigioniero il Foggia ormai da inizio anno. «Le paure e le incertezze derivano dalla posizione di classifica, se fossimo stati secondi adesso ci riuscirebbe ogni tipo di giocata. Dobbiamo comunque cercare di superarle e vincere. Cancelliamo la partita contro il Cosenza e ripartiamo da zero, ben consci della pericolosa situazione in classifica in cui ci troviamo oggi».Già, la partita di Cosenza. Tutti i guai sembrano essere nati da quella gara in cui si doveva vincere a tutti costi ed invece, dopo il rocambolesco pareggio confezionato dalla difesa rossonera, il Foggia si è sciolto come neve al sole. Senza opporre alcun resistenza. Trezzi ha una spiegazione anche per questo: «Il pareggio del Cosenza ci ha messo in condizione di dover rincorrere e psicologicamente siamo andati in difficoltà. E’da inizio anno che siamo costretti a rincorrere qualcosa, risultati o avversari e non è semplice perché comporta un notevole dispendio di energie mentali. Però adesso dobbiamo essere bravi a superare anche queste difficoltà».Rincorrere non è semplice quando si ha il morale sotto i tacchi. Ancor meno quando gli avversari ti raggiungono e superano per un errore del singolo. Proprio la perpetrazione di madornali errori difensivi e, per dirla alla Mai dire gol, l’aver subito autentici “gollonzi” ha significato la perdita di numerosi punti nella classifica rossonera. Il jolly tuttofare del centrocampo foggiano preferisce addossare le colpe all’intera squadra. «Gli errori fanno parte del calcio, ce ne sono in ogni momento della partita. E’ chiaro che la squadra deve porre rimedio all’ingenuità del singolo, ma non è giusto puntare il dito verso un solo calciatore. In fondo nell’arco della stagione tutti hanno commesso errori».Resta di fatto una classifica che non vuole proprio sorridere ai rossoneri: «E’ stata una stagione storta. Il gruppo è fatto di professionisti che lavorano bene ma evidentemente non basta. Mi sono chiesto il perché della nostra posizione in classifica ma non riesco ancora a trovare una risposta convincente».Allora sotto con il derby di Taranto, partita sentita dalle tifoserie anche in amichevole figuriamoci quando mette in palio punti play off (per il Taranto) e salvezza (per il Foggia). Trezzi indica la strada da percorrere: «Osare. Allo Iacovone si va per vincere perchè il tempo stringe e mancano poche partite. Il pareggio ci servirebbe a poco. Il Taranto è un’ottima squadra ma oggi per noi un avversario vale l’altro. A questo punto della stagione con questi punti a disposizione conta solo quello che facciamo noi». Per vincere le partite, però, bisogna buttare la palla in fondo al “sacco”. Una pratica a cui il Foggia si è votato con il contagocce in questa stagione. Diciannove reti segnate (di cui sette solo nelle gare con Reggiana e Rimini) fanno del Foggia, assieme alla Cavese, il peggior attacco del girone. Quattro gol realizzati nelle ultime undici partite rendono a sufficienza l’idea dell’incapacità di offendere palesata dai rossoneri. «Il problema del gol è strutturale, ce lo portiamo dall’inizio. Lo dicono i numeri e non posso confutarli. Domenica però va bene anche un autogol…sarebbe un tocco di fortuna dopo la iella di Marcianise e delle gare contro Ternana e Cosenza».

Raffaele Antonio Pastore

Redazione Notasport.it

 
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