LIVORNO, 6 febbraio 2010 - Neanche Zac e il nuovo modulo con difesa a tre cambiano il volto ai bianconeri che giocano male e sbagliano le cose più semplici. Di fronte un Livorno galvanizzato dal pareggio di domenica scorsa in casa rossonera, riesce a ripetersi nell' impresa anche con la Vecchia Signora. Succede tutto nel primo tempo: a Filippini risponde Legrottaglie per l' 1-1 che sarà poi il risultato finale.
CAMBIO MODULO - Quello di Zac che presenta una Juventus con i tre difensori azzurri Cannavaro-Legrottaglie-Chiellini. Per il resto Grosso viene preferito a De Ceglie come esterno sinistro, davanti Del Piero accanto ad Amauri. Cosmi schiera Vitale al posto dell' infortunato Pieri, fra i pali il nuovo acquisto Rubinho e in attacco il tandem Lucarelli-Bellucci.
LIVORNO VOLITIVO - Entrambe le squadre hanno assoluto bisogno di fare punti: sono i padroni di casa a partire subito forte nei primi minuti di gioco, con le percussioni di Vitale sulla sinistra e Pulzetti che manda di poco a lato. La Juve è macchinosa e prevedibile, gli esterni Cacares e Grosso spingono poco e le due punte non riescono ad essere servite: peraltro sono ben controllate da un Livorno ordinato in campo. Gli Amaranto credono nel colpaccio e trovano il meritato vantaggio momentaneo al 26': cross sulla sinistra di uno scatenato Vitale e il centrocampista Filippini la mette dentro di testa. L' autore del gol è il più basso della partita: questa notizia non può che rincarare la dose delle colpe della difesa bianconera. Toscani pericolosi anche con Bellucci, vicino al raddoppio poco dopo il gol.
PARI JUVE - Arriva su punizione di Diego al 42' con deviazione aerea di Legrottaglie in sospetta posizione di fuorigioco. Fino a quel momento Rubinho era stato chiamato in causa una sola volta su punizione di Del Piero. Cosmi si arrabbia con i suoi: per la terza partita consecutiva prendono gol verso la fine del primo tempo. All' intervallo è 1-1, con il Livorno che incredibilmente può recriminare qualcosa.
RIPRESA NOIOSA - Discontinua e con tanti falli. Adesso è la Juve a tenere il pallino del gioco, ma non è concreta davanti, il Livorno invece si affida ai contropiedi e controlla agevolmente la manovra avversaria. L' impressione è che le due squadre si accontentino di un pareggio, sia per la paura di prendere gol che per l' ansia di far punti. L' unica vera occasione del secondo tempo è per il Livorno, ancora una volta con Filippini che spara alto da posizione favorevole su suggerimento di Pulzetti. Nel finale il solito Felipe Melo riesce a peggiorare ulteriormente la situazione in casa bianconera, facendosi cacciare per doppia ammonizione all' 82' e rischiando di far compromettere la prestazione della sua squadra. Padroni di casa pericolosi fino all' ultimo con la superiorità numerica e dopo 5' di recupero Brighi chiude le ostilità. La stagione sciagurata della Juve sembra non avere fine, la squadra non sa più vincere, l' ultimo successo risale alla Befana con il Parma. Al Livorno la soddisfazione di aver fermato due grandi.
Gabrio Mannucci